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Come si lavora nel cinema?

Diceva Mastroianni “sempre mejo fa’ l’attore che lavorare”…e aggiungeva “te pagano pure e conosci le belle donne…” Col suo tipico sarcasmo Mastroianni aveva in una battuta sintetizzato tutte le aspirazioni, i sogni e i desideri di migliaia di giovani che sognano di far parte del mondo dello spettacolo.
Chi non ricorda il personaggio ambiguo della giovane ed ambiziosa arrivista Eve Harrington nel film di Joseph L. Mankiewicz Eva contro Eva che cerca di fare le scarpe alla grande attrice Margot Channing (una straordinaria Bette Davis)? E cosa dire invece delle speranze di Maddalena Cecconi (Anna Magnani) e della piccola Maria che sgomitano in un teatro di posa di Cinecittà straripante di tante altre mamme e di tante altre bambine piene di illusioni in Bellissima di Luchino Visconti. E’ il cinema stesso a raccontarsi, a svelare i suoi retroscena.

C’è chi dice che per “fare cinema” basti avere talento, chi invece sostiene che si debba avere tenacia e determinazione, chi sicurezza nelle proprie capacità e chi invece, più prosaicamente, buoni contatti e conoscenze. Forse ognuna di queste “doti” è necessaria e forse solo chi ha talento, tenacia e conoscenze ha veramente la possibilità di farcela in un mondo sempre più spietato e sovraffollato di aspiranti attori/attrici e registi. E che dire della fortuna? La fortuna è tutto diceva qualcuno e parlando di sé ammetteva di doverle tutto. Un pizzico di fortuna al momento giusto è indispensabile per entrare. Ma è anche vero che si deve essere pronti a cogliere l’opportunità qualora si presenti. Lo diceva anche Shakespeare “c’è una marea nelle vicende umane che colta al flusso porta alla fortuna…”

Ma parlare di cinema non significa solo parlare di divi e di registi. I film sono un’opera corale fatta di decine di persone indispensabili che si muovono dietro la macchina da presa, che lavorano nell’ombra, nell’anonimato ma che con la loro professionalità e competenza rendono possibile il miracolo del film.

Questa sezione nasce certamente dalla consapevolezza che esistono migliaia di giovani con la passione per il cinema, che vivono nella speranza di poterne far parte. Ragazzi e ragazze che si nutrono di film, che sognano il successo senza sapere che recitare o dirigere un film sono mestieri duri, faticosi, che richiedono impegno, studio e dedizione senza darti la certezza di riuscire. Inoltre, come si diceva, il cinema non è fatto solo dalle grandi star, dietro la macchina da presa esiste una realtà costituita da professionisti di innegabile valore che contribuiscono in prima persona e con impegno alla realizzazione del film. Sono gli sceneggiatori, i direttori della fotografia, gli scenografi, gli stunt, i truccatori, i tecnici, gli addetti alla produzione, si tratta di quel variegato e straordinario gruppo di persone detto “troupe”.

Queste le premesse da cui siamo partiti per realizzare in questi anni una serie di interviste - che qui vogliamo riproporre - sia a chi ha avuto successo, sia a chi semplicemente è riuscito a “lavorare nel cinema” con l’obiettivo di ascoltare la loro esperienza, per conoscere i retroscena di questo mondo, perché spieghino in cosa consiste il loro mestiere, quali sono stati gli ostacoli, le rinunce, i dubbi, le soddisfazioni.

Gaia Marotta

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