La tracina, pesce molto comune nel
mare
mediterraneo, spesso conosciuto anche come "pesce ragno", appartiene
all'ordine
dei Perciformi,
detti anche Trachinidi. Alla
famiglia
delle tracine delle 9 specie 4 si trovano anche nel mediterraneo, molte
delle
quali hanno anche un elevato interesse
commerciale e alimentare.
La presenza di questo
animale, come della medusa, provoca allarme nei bagnanti, dal momento che è
provvisto sulla parte anteriore della pinna dorsale e lateralmente alla
testa
sull'opercolo branchiale (organo che permette la chiusura della zona
branchiale) di una serie di spine rigide dotate di ghiandole velenifere,
tali
aculei vengono estroflessi in caso di minaccia per l'animale. La tracina
cattura le sue prede stando parzialmente insabbiata nell'acqua bassa sulle
coste sabbiose, e qualora calpestato dal bagnante, gli aculei veleniferi si
conficcano nel piede provocando dolore immediato a causa del veleno
inoculato.
A tal proposito è forse utile ricordare che parecchi studiosi di
comportamento
animale hanno evidenziato come corse e schiamazzi in acque spaventano le
tracine aumentando la probabilità di essere punti: nelle tracine, infatti,
la
tendenza a rimanere interrate nella sabbia come risposta anti predatoria
sembra
essere più spiccata, e per questo motivo che risultano
maggiormente colpiti i bambini. Quindi è consigliato nei casi di
segnalazione
della presenza di tracine in mare far indossare ai vostri bambini delle
scarpette da bagno anche in presenza di fondali esclusivamente
sabbiosi.
Meno noto è invece il pericolo che le
tracine rappresentano per pescatori inesperti: pesce predatore, molto
vorace,
la tracina abbocca facilmente ad esce tanto vive
quanto a cucchiaini o altre esche artificiali utilizzate per la traina o per
la
pesca da spiaggia. In particolare, alcune specie di grosse dimensioni hanno
ferito pescatori che ne avevano catturate di peso medio o medio-elevato,
inoculando elevate dosi di veleno, nella fase in cui venivano
sganciate dall'amo.
· Mettere la parte colpita a contatto con sabbia calda o, dove disponibile, immergerla in acqua calda anche per un’ora;
· Rimuovere eventuali frammenti di spine e lavate e disinfettate la ferita
· Può essere d’aiuto anche l’immersione in acqua molto salata (soluzione ipertonica-qualcuno consiglia anche urina umana);
Rivolgersi al più vicino presidio sanitario nel caso di punture in zone delicate del corpo, nel caso di reazioni allergiche, arrossamenti o dolori persistenti in particolare su bambini, anziani, individui immuno-depressi, affetti da allergie, etc.
Si ringrazia per la collaborazione il Dott. Maurizio De Pirro
