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Tracina
a cura di Laura Desirée Di Paolo

Karl von FrischLa tracina, pesce molto comune nel mare mediterraneo, spesso conosciuto anche come "pesce ragno", appartiene all'ordine dei Perciformi, detti anche Trachinidi. Alla famiglia delle tracine delle 9 specie 4 si trovano anche nel mediterraneo, molte delle quali hanno anche un elevato interesse commerciale e alimentare.



·      Trachinus armatus
·      Trachinus collignoni
·      Trachinus cornutus
·      Trachinus lineolatus
·      Trachinus pellegrini
·      Trachinus araneus (tracina ragno mediterranea)
·      Trachinus draco (tracina drago mediterranea)
·      Trachinus radiatus (tracina raggiata mediterranea)
·      Echiichthys vipera (tracina vipera mediterranea)


La presenza di questo animale, come della medusa, provoca allarme nei bagnanti, dal momento che è provvisto sulla parte anteriore della pinna dorsale e lateralmente alla testa sull'opercolo branchiale (organo che permette la chiusura della zona branchiale) di una serie di spine rigide dotate di ghiandole velenifere, tali aculei vengono estroflessi in caso di minaccia per l'animale. La tracina cattura le sue prede stando parzialmente insabbiata nell'acqua bassa sulle coste sabbiose, e qualora calpestato dal bagnante, gli aculei veleniferi si conficcano nel piede provocando dolore immediato a causa del veleno inoculato. A tal proposito è forse utile ricordare che parecchi studiosi di comportamento animale hanno evidenziato come corse e schiamazzi in acque spaventano le tracine aumentando la probabilità di essere punti: nelle tracine, infatti, la tendenza a rimanere interrate nella sabbia come risposta anti predatoria sembra essere più spiccata, e per questo motivo che risultano maggiormente colpiti i bambini. Quindi è consigliato nei casi di segnalazione della presenza di tracine in mare far indossare ai vostri bambini delle scarpette da bagno anche in presenza di fondali esclusivamente sabbiosi.

Meno noto è invece il pericolo che le tracine rappresentano per pescatori inesperti: pesce predatore, molto vorace, la tracina abbocca facilmente ad esce tanto vive quanto a cucchiaini o altre esche artificiali utilizzate per la traina o per la pesca da spiaggia. In particolare, alcune specie di grosse dimensioni hanno ferito pescatori che ne avevano catturate di peso medio o medio-elevato, inoculando elevate dosi di veleno, nella fase in cui venivano sganciate dall'amo.



È dunque importante essere in grado di riconoscere questo animale dalle particolari caratteristiche del corpo e, soprattutto, della testa e della bocca e che si insegni a pescatori dilettanti e bambini a riconoscerle. Utile escursione didattica consiste, per esempio, nell'acquisto di una comune tracina dal banco del pesce, per osservarla successivamente, con più comodità, a scuola o a casa, facendo attenzione a non ferirsi con gli aculei veleniferi.


Cosa fare nel caso di puntura da tracina

·      Mettere la parte colpita a contatto con sabbia calda o, dove disponibile, immergerla in acqua calda anche per un’ora;

·      Rimuovere eventuali frammenti di spine e lavate e disinfettate la ferita

·      Può essere d’aiuto anche l’immersione in acqua molto salata (soluzione ipertonica-qualcuno consiglia anche urina umana);

Rivolgersi al più vicino presidio sanitario nel caso di punture in zone delicate del corpo, nel caso di reazioni allergiche, arrossamenti o dolori persistenti in particolare su bambini, anziani, individui immuno-depressi, affetti da allergie, etc.

Si ringrazia per la collaborazione il Dott. Maurizio De Pirro

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