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Lezioni sul gattoGià pubblicati
Animali in vacanza: il gatto
a cura di Laura Desirée Di Paolo

Se il nostro animale da compagnia è il gatto, così come per il cane, è bene abituare per tempo l’animale a viaggiare, cioè da quando è piccolo.
Il gatto deve essere portato in un trasportino, più o meno rigido e più o meno chiuso a seconda delle preferenze dell’animale e del padrone (ed in ogni caso, a questo proposito, informarsi sulle normative vigenti). Ricordiamo cha anche i gatti possono soffrire di mal d’auto, anche se in modo più limitato rispetto ai cani. Una volta giunti a destinazione, l’animale si abituerà progressivamente al nuovo ambiente, oppure ritroverà quello lasciato l’anno precedente: lo si potrà osservare mentre si aggira per la casa, sentendone gli odori e scoprendone nascondigli per futuri ‘riposini’. Soprattutto se siamo in possesso di un giardino o di un balcone dal quale facilmente potrà ampliare il proprio territorio (di caccia e di passeggio), è importante segnare sulla medaglietta al collare nome e recapiti: un telefono cellulare, completo di prefisso internazionale, e numero di telefono fisso, solo se presidiato costantemente o con segreteria telefonica. Sono i maschi, solitamente, a circoscrivere il proprio territorio con spruzzi di urina, ma anche attraverso unghie e corpo, graffiando o ‘strusciandosi’ contro le gambe delproprietario o sugli oggetti e spandendo le proprie secrezioni ghiandolari. All’interno del proprio territorio i gatti maschi sono ‘sovrani’ assoluti, e non tollerano interferenze. Se per esempio una femmina limitrofa ha partorito, il gatto maschio potrebbe ucciderne e mangiarne i piccoli, per facilitare il ritorno in calore della femmina ed assicurarsi così una progenie, e cioè la diffusione dei propri geni. D’altronde le femmine che allattano creano, di solito, delle comunità e diventano molto aggressive nei confronti dei maschi che si avvicinano ai nidi. Per la caccia è possibile osservare due strategie: la ‘M’, mobile (con inseguimento della preda, accompagnato da versi caratteristici) e la ‘S’, stazionaria (nascosto, il gatto attende che la sua preda sia a portata di zampa). Per lo più i gatti prediligono utilizzare o l’una o l’altra strategia, specializzandosi su un tipo di preda, ma talvolta, soprattutto in vacanza, adeguandosi a condizioni diverse, non disdegnano di cambiarla per dare la caccia a nuove prede. Può così capitare che la proprietaria siveda recapitare a casa un uccellino o una lucertola in ‘dono’, accompagnato da fusa e da strusciamento sulle gambe di soddisfazione.
Il gatto è un provetto predatore di rettili, anfibi, uccelli e nidiacei in genere, pipistrelli e micromammiferi anche rari, e ciò può rappresentare un problema in ecosistemi fragili. Inoltre, se si intende portare il gatto all’estero, è bene informarsi delle regole di ingresso del Paese di destinazione, in particolare in Irlanda, Gran Bretagna, Malta e Svezia. Se si intende prevenire gli effetti dei comportamenti di caccia del gatto sarà sufficiente applicare un campanellino che lo renda individuabile dalle possibili prede.


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