La necessità di un'indagine quantitativa del comportamento era stata già considerata da Charles- Gorge Leroy (1723- 1789) e poi successivamente da H.S. Jennings, che nel 1906 parlando di sistemi di azione, propose un inventario di comportamenti necessario a qualsiasi ricerca sul mondo animale (Eibs-Eibesfeldt, p.23)1.
1 Eibs-Eibesfeldt I., Etogramma, in I fondamenti dell'etologia, ed. Adelphi, 1995, p.23-29
Per stilare un e. oltre le note osservative dell'etologo e del ricercatore abbiamo bisogno di documenti filmati e registrazioni audio, di disegni, fotografie e di una serie di strumenti presi a prestito da altri ambiti scientifici (sonar, grafici, spettogrammi...) per costruire dati che siano meno ambigui possibile. Nel riportare i dati di un’osservazione etologica, inoltre, debbono essere chiari soggetti e modalità dell’osservazione, specificando se essa si focalizzerà su uno o alcuni individui di un gruppo, o sul gruppo nella sua interezza, rendendo noti l'età dei soggetti osservati, il tempo e la durata dell’osservazione (cut-off), la stagione e, naturalmente, se si tratta di un ambiente naturale o artificiale. Dovrebbe essere anche precisato il caso in cui l’osservazione venisse compiuta in assenza di restrizioni.
Perché il comportamento sia oggetto di indagine scientifica la descrizione del comportamentodovrà essere il più accurata possibile, ma generalizzabile a più individui, appartenenti anche a varietà e specie diverse, e così chiara da risultare analizzabile da altri studiosi dell'argomento (peer-recognition). È per questo necessario radunare gerarchicamente le attività di un animale all'interno di unità comportamentali (classi di comportamento o moduli fissi di attività) che non siano né troppo vaste, né troppo piccole e particolareggiate, individuando le relazioni tra azioni, gesti e comportamenti (confrontando due risposte di cui una influisce sull’altra-'response competition'; individuando l’associazione di due azioni così da rendere sufficiente citare una per riferirsi ad entrambe- ‘potatura correlativa’; segnalando come un animale, posto di fronte ad una scelta tra A e B, compia invece l’azione C- ‘dislocazione’), di cui si possano successivamente misurare la frequenza (il ripetersi del comportamento in un intervallo di tempo), la latenza (la distanza che intercorre tra lo stimolo e la risposta comportamentale, definita onset quando indica la latenza alla prima manifestazione del comportamento e poi la misura media calcolata tra la prima e la seconda manifestazione, la seconda e la terza e così via)e la durata (per quanto tempo il comportamento impegna l’animale,). Viene invece definita intensità il vigore di un comportamento, individuato tramite la presenza o assenza di specifiche componenti di un atto.
Poiché le condotte animali sono, per lo più, orientate ad uno scopo (goal directed) è necessario determinare direzionalità e copertura spaziale del comportamento perché si possa ricostruire con buona approssimazione il contesto in cui l’animale (o l’organismo) lo esegue. Dovranno inoltre essere segnalate e misurate le ripetizioni di un comportamento nella sua interezza, ma anche nel numero di volte in cui vengono replicate le singole azioni che lo compongono. Dal momento che non tutte le azioni di un animale possono essere quantificate, un buon e. dovrà descrivere minuziosamente gli elementi transitori, ambigui o rari, indicando in ogni caso i limiti del proprio lavoro e delle proprie capacità descrittive e codificative. I criteri scelti per descrivere un comportamento sono di due tipi: funzionale e causale. Un criterio funzionale ci permetterà di costruire delle unità tali da facilitare il confronto di diverse specie sul comune denominatore del comportamento che assolve alla medesima funzione; ma tale funzione potrebbe essere attribuita per un’interpretazione soggettiva. D’altra parte il criterio causale ci consentirà di avere sì dati più oggettivi e misurabili, ma di più difficile reperibilità, sia nel caso di cause prossime, legate a contingenze nel comportamento, sia nel caso di cause remote, di natura filogenetica (storia dello sviluppo evolutivo degli organismi viventi, dalla loro comparsa sulla terra ad oggi), le associazioni comportamentali potrebbero essere accertate solo indirettamente.
BIBLIOGRAFIA
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