Lumitiik alleva da solo sua figlia di nove anni. La bambina doveva scrivere un tema sulla persona della sua famiglia che ama di più e ha ottenuto un “ottimo” per una commovente storia su Skippy, il loro maialino della Guinea. Mouhaha, invece, ha confessato a suo padre di essere lesbica e questi ha risposto senza scomporsi: “Non mi meraviglio, tutte le lesbiche sono grasse”. Lumitiik e Mouhaha hanno deciso di condividere le proprie disavventure, hanno scelto due pseudonimi e si sono registrati sul sito Vie de merd.
Il nome del portale made in France è emblematico. Il sottotitolo è, se possibile, ancora più esplicito: “La mia vita è di m***a e io le do fastidio (letteralmente, la smerdo)”. Si tratta, infatti, di un sito che raccoglie le frustazioni degli internauti. Ottantamila persone al giorno visitano Vie de merd e, quando la nuvoletta di Fantozzi chiama, loro rispondono pubblicando un post. L’unica regola, come hanno spiegato gli stessi ideatori del portale Maxime Valette e Antoine Descamps, è che l’aneddoto raccontato inizi con “Aujourd’hui” (oggi) e termini con “VDM” (acronimo di “Vie de merd”). Sono previste sei categorie (amore, lavoro, salute, soldi, sesso e non classificabile) e gli utenti possono anche commentare e dare un voto alle disavventure altrui.
Con Vie de merd la piazza virtuale di Internet, considerata già da un decennio il deposito universale del sapere umano (vedi Google o Wikipedia) e impostasi da qualche anno come luogo di incontro e arco privilegiato di Cupido (leggi moltiplicazione esponenziale dei social network), è ora diventata anche una valvola di sfogo per i tanti Fantozzi della Rete.
Quando lo stress quotidiano e la sfiga prendono il sopravvento. Quando vorreste mandare tutti a quel paese, ma non sapete sulle spalle di chi piangere. Quando proprio non
avete nessuno con cui sfogarvi. Che cosa fare? Cotton Tige, che aveva scoperto di essere sterile e aveva appena ricevuto dalla sua compagna, gioiosa, la notizia di aspettare due gemelli, ha scelto il Web. Ha deciso di raccontare la propria disgrazia con ironia, come se fosse una piccola barzelletta.
Vie de merd è da un lato la dimostrazione del sadismo umano – non c’è niente da fare, le disavventure altrui hanno il potere di farci divertire – e dall’altro la conferma di quanto sia importante essere capaci di sdrammatizzare: un sorriso, anche amaro, permette di sentirsi meno infelici. Vie de merd è, però, anche la consacrazione di Internet come mezzo dal volto quasi umano, una presenza irrinunciabile nella nostra quotidianità. Non solo email e motori di ricerca. Non solo informazione in tempo reale. La Rete è anche un luogo di incontro e di scambio di idee, di trasgressione, una valvola di sfogo per gli internauti. Con Vie de merd, infatti, il Web veste i panni di un confidente di fiducia, di uno psicanalista. Non resta che sdraiarsi su questo lettino virtuale e sperare di essere più fortunati di JuliusRobertMayer. L’utente di VDM è andato dallo psichiatra (uno vero, in carne e ossa) e ha iniziato a raccontargli la propria vita: peccato che lo psichiatra, dopo cinque minuti, si sia addormentato e lui abbia dovuto comunque pagare 55 euro per un pisolino!






























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