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Biennale di Venezia
 
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IL PROGETTO



Come è nato
. Da un’idea di Stefano Scialotti e Giuseppe Polegri che insieme già avevano realizzato il sito per la Collezione Farnesina del Ministero Affari Esteri : in scala molto minore  prototipo di Artefacta. L’incontro con Massimo Bray , direttore editoriale dell Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, che ha subito intuito le potenzialità del progetto, ha permesso di avviare l’iniziativa con il coinvolgimento dell’Istituto.

Come si è prodotto. Si è trattato di una coproduzione che vede in partnership l’Istituto Enciclopedia Treccani,  la casa editrice di libri di foto e d’arte con sede a Londra Trolley e la Dinamo Italia. Il progetto è stato reso possibile anche attraverso la sensibilità all’iniziativa e l’apporto economico da parte di Alice Valli e Alessia Bulgari.

Artefacta-Treccanilab. Uno straordinario viaggio multimediale in un mini-sito
all’interno di Treccanilab, che, secondo i modi di Google map, permette di navigare tra tutti i padiglioni, gli artisti, le opere, gli eventi collaterali della 52° Biennale Arte di Venezia.

Artefacta si configura come una serie di mappe molto semplici ed essenziali che permettono in modo naturale ed intuitivo  di entrare nei settori preferiti della grande mostra.

Le mappe e i film.  Come rendere semplice e intuitiva la navigazione tra  una quantità d’informazioni complesse  e articolate sulla 52° Biennale Arte di Venezia.
La mappa in senso geografico e concettuale è l’idea base di Artefacta.  Inizialmente si pensava di realizzare circa 90 film – con una scelta opportuna - , ma poi il concetto di mappa si è rivelato così forte e una mappa ha senso se esaustiva, che  si sono riprese tutte le opere, eccetto quelle, poche, di cui esisteva un preciso divieto da parte dell’artista. Si parte dalla mappa di Venezia e poi si sceglie dove andare: i Giardini, l’Arsenale, gli innumerevoli eventi collaterali distribuiti per la città e  alcune delle isole.  Il visitatore può accedere in modo semplice alle informazioni cui è più interessato. Anche all’interno di quelle informazioni può decidere se vuole vedere prima le opere o una piccola intervista ecc.
La totale libertà di navigazione intuitiva, senza parole scritte o ipertestualità,  la possibilità di scegliere cosa vedere e se vederlo, è quanto di più vicino ad un viaggio “naturale”, ma a molto meno faticoso,  attraverso le  meraviglie di Venezia e della sua Biennale.

Oltre 330 film.  I  film in formato flv ( Flash)   di durata tra i 60 e i 90 sec.   costituiscono delle micro-monografie sui vari artisti e le relative opere.  Oltre 50 film sono interviste con curatori, artisti, personaggi della cultura e dell’economia di tutto il mondo.  Gli altri 300 sono invece monografici su una o più opere.  Il numero dei i film ha una sua variabilità in accrescimento, sia per una serie ancora da montare, sia per l’idea di ampliare con successive opinioni ed interviste Artefacta.

Le parole chiave/tag. Oltre alle mappe, per chi volesse arrivare direttamente ad un artista o ad un padiglione ci sono della parole chiave che permettono un accesso diretto agli artisti, alle nazioni, ai padiglioni, agli eventi collaterali.

Link con gli artisti e i curatori. Se dopo il viaggio tra le opere di un particolare artista si desiderano ulteriori informazioni Artefacta mette a disposizione i link con i siti degli artisti e dei curatori.

Blog-video e l’interazione con il pubblico.  Attraverso un apposito meccanismo di blog dei video e dei file scritti, il pubblico può inviare a Treccanilab  - sito di Treccani votato alle sperimentazioni – i propri punti di vista, pensieri, foto  e film sulla Biennale.

I possibili viaggi particolari attraverso la Biennale.
Sophie Calle ed una performance dei “commissaires refusès”, il padiglione Rom ed un’intervista con Gorge Soros,  Vanessa Beecroft  e la sua performance ispirata al genocidio nel Darfur,  uno speciale sul padiglione africano e su quello della Siria,  Philippe Daverio e il suo contro festival,  Al Fadhil ed il padiglione irakeno inesistente.  Questi viaggi particolari – già presenti nel sito - saranno annunciati e messi on line in forma più lunga di “speciale” da settembre.

Le interviste
Storr, Bonito Oliva, Gorge Soros, Philippe Daverio,  Sophie Calle, Buren, Vanessa Beecroft, Penone, Nuvoli,  e molti altri. Oltre 50 interviste con curatori, artisti e uomini di cultura e di economia.

Una regia multimediale.  Con questa definizione si intende sia una regia e direzione artistica che punti ad un’essenzialità  di comunicazione e e ad un coinvolgimento emotivo del pubblico.  Sia una regia specifica dei piccoli film per Web.  Interviste corte, e in alcuni casi , raddoppiate: due piccoli film.  Lunghi piani sequenza di avvicinamento alle opere, copiando i modi naturali propri dei visitatori nelle  mostre. I piccoli film monografici su di un’opera o più opere di uno stesso artista non sono mai commentati da parole ma sempre e solo accompagnati da una musica scelta appositamente

 Navigazione e progetto grafico.  Si è cercato di tendere ad una massima semplicità e naturalezza di navigazione. Anche il progetto grafico è stato pensato in questo senso. Obbiettivo creare una forma di accoglienza “calda” e coinvolgente per rendere il viaggio naturale.

 Musicisti sperimentano per la Biennale.  Sotto il coordinamento artistico della compositrice Antonia Gozzi diversi musicisti quali Mike Cooper, Domenico Ferrari, Luca Viticci, Marc Ribot, Sabina Meyer, la stessa Gozzi per citarne alcuni e vari gruppi come Memoria Zero o Di Terra hanno messo a disposizione le loro musiche su cui sono stati montati i vari film di Artefacta.  Le affinità e l’assonanza quasi naturale tra  queste musiche eterogenee e sperimentali e le opere di Venezia  è risultata evidente e ha reso facile la realizzazione di una vera e propria colonna sonora variabile e complessa per la 52° Biennale Arte di Venezia.

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